Chi lavora sulle ristrutturazioni o sulle manutenzioni straordinarie in Veneto conosce bene l'incubo dei locali interrati: scantinati, garage sotterranei e fosse ascensore che, ad ogni innalzamento della falda o dopo piogge persistenti, si trasformano in vasche d'acqua. Il problema non è solo l'allagamento visibile, ma la spinta idrostatica continua che spinge l'acqua attraverso le riprese di getto tra soletta e muratura o lungo le fessure da ritiro del calcestruzzo armato. Intervenire con metodi invasivi, come scavi perimetrali all'esterno dell'edificio per rifare le guaine bituminose, significa paralizzare interi complessi residenziali o capannoni industriali tra Padova, Vicenza e Treviso, con costi enormi e cantieri infiniti.
L'errore più frequente commesso in cantiere è tentare di tamponare la fuoriuscita con malte rapide idrauliche o resine spatolate direttamente a vista sulla parete umida. Quando l'acqua spinge in controspinta (dall'esterno verso l'interno), qualsiasi strato pellicolare o rasatura rigida finisce per distaccarsi, fessurarsi o sfaldarsi sotto la pressione costante. L'acqua trova inevitabilmente la via di minor resistenza, aggirando il ripristino e riaffiorando a pochi centimetri di distanza. Per arrestare definitivamente la venuta d'acqua occorre intervenire all'interno dello spessore strutturale, saturando i canali capillari e i vespai interni del conglomerato cementizio.
La metodologia definitiva per bloccare le infiltrazioni in controspinta consiste nell'iniezione mirata di resine poliuretaniche idroreattive a pressione controllata, impiegando le pompe d'iniezione professionali distribuite da Komex Srl. L'intervento si esegue interamente dall'interno del locale:
La reazione chimica genera una schiuma poliuretanica densa, flessibile a celle chiuse, capace di sigillare microscopicamente ogni cavità e di seguire i futuri micromovimenti strutturali senza rompersi. Le imprese del Veneto possono così arrestare venute d'acqua anche ad alta portata senza attendere che la struttura si asciughi, completando la sigillatura in poche ore di lavoro.
Sì, le resine poliuretaniche idroreattive necessitano proprio della presenza d'acqua per innescare la reazione di espansione e polimerizzazione, bloccando il flusso all'istante anche sotto forte pressione idrostatica.
La pressione varia a seconda della densità del calcestruzzo e della tipologia di lesione: generalmente si opera tra i 40 e i 150 bar. Le pompe fornite da Komex consentono una modulazione precisa del manometro per evitare sovrapressioni pericolose sui paramenti murari.
L'intervento in controspinta azzera i costi di movimentazione terra, non richiede ponteggi o permessi per occupazione del suolo pubblico, abbatte i tempi operativi di oltre il 70% e consente la piena agibilità dei locali durante i lavori.
Vuoi azzerare le infiltrazioni nei locali interrati dei tuoi cantieri? Contatta l'ufficio tecnico di Komex Srl per una consulenza specialistica sulla scelta delle pompe e dei packer più adatti per i tuoi interventi in Veneto.
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