
Una delle richieste più frequenti nei cantieri di ristrutturazione riguarda i muri umidi alla base: intonaco che si gonfia, pittura che si sfoglia, aloni scuri, sali in superficie e quella fastidiosa sensazione di parete sempre bagnata. In molti casi il problema viene affrontato solo in superficie, magari rifacendo l’intonaco o applicando una pittura più coprente. Ma se l’umidità arriva dal basso, il rischio è che dopo poco tempo il difetto si ripresenti.
Il problema potrebbe essere l’umidità di risalita capillare.
Si parla di umidità di risalita quando l’acqua presente nel terreno tende a salire attraverso i pori della muratura. È un fenomeno che può interessare edifici vecchi, locali al piano terra, cantine, muri controterra o fabbricati privi di un corretto sistema di isolamento alla base.
Il risultato è spesso visibile nella parte bassa delle pareti: intonaco degradato, macchie, distacchi, efflorescenze saline e ambienti meno salubri.
Perché non basta rifare l’intonaco?
Rifare l’intonaco può migliorare l’aspetto della parete, ma non sempre risolve la causa. Se l’acqua continua a risalire dalla muratura, il nuovo rivestimento può deteriorarsi nuovamente nel tempo.
Per questo, prima di intervenire, è importante capire l’origine dell’umidità. Quando il problema è legato alla risalita capillare, una delle soluzioni utilizzate in edilizia è la realizzazione di una barriera chimica orizzontale.
Come funziona la barriera chimica?
La barriera chimica viene realizzata mediante l’iniezione nella muratura di prodotti specifici, liquidi o in crema/gel, capaci di creare una zona idrofobizzante. In pratica, si interviene all’interno del muro per ostacolare la risalita dell’acqua dal basso.
Naturalmente il risultato dipende da diversi fattori: tipo di muratura, spessore del muro, livello di umidità, prodotto utilizzato, corretta preparazione dei fori e qualità dell’iniezione.
L’attrezzatura giusta fa la differenza
In questi interventi non conta solo il materiale scelto, ma anche il modo in cui viene applicato. Una distribuzione non corretta può ridurre l’efficacia del trattamento e rendere il lavoro meno preciso.
Per questo Komex propone la Pompa Manuale 3030A a pistone per barriera chimica, un’attrezzatura pensata per l’iniezione di soluzioni liquide e creme in gel. È indicata per l’esecuzione di barriere chimiche orizzontali idrofobizzanti contro l’umidità di risalita capillare.
La pompa è una soluzione pratica per chi deve intervenire su murature interessate da umidità di risalita e cerca uno strumento semplice, robusto e specifico per questo tipo di applicazione.
Quando può essere utile?
La Pompa Manuale 3030A può essere presa in considerazione quando bisogna eseguire iniezioni controllate nella muratura per trattamenti contro l’umidità di risalita, soprattutto in lavori di risanamento, recupero edilizio e manutenzione di edifici esistenti.
È una soluzione adatta a imprese, applicatori e professionisti che cercano un’attrezzatura dedicata per interventi di barriera chimica, senza ricorrere necessariamente a sistemi più complessi quando il cantiere richiede praticità e controllo.
Il consiglio Komex
Prima di intervenire su un muro umido, è sempre importante valutare bene la causa del problema. Umidità di risalita, infiltrazioni laterali, condensa e perdite impiantistiche possono avere sintomi simili, ma richiedono soluzioni diverse.
Quando la diagnosi conferma un fenomeno di risalita capillare, la barriera chimica può rappresentare una risposta tecnica efficace, a patto che venga realizzata con prodotti idonei e con l’attrezzatura corretta.
Komex mette a disposizione soluzioni per impermeabilizzazioni e consolidamento, tra cui attrezzature specifiche per l’iniezione e il trattamento delle murature.
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